Le cause che portano a ricercare tecniche di fecondazione artificiale, sono principalmente la condizione di sterilità di uno dei genitori, la presenza di malattie geneticamente trasmissibili, o l’eccessiva età della donna. Si parla di fecondazione artificiale o assistita quando ci si riferisce a quell’insieme di tecniche che hanno come obiettivo il concepimento di un figlio dove la natura non lo rende possibile.
Sterilità e/o infertilità
Questi due termini vengono nella maggioranza dei casi utilizzati come fossero sinonimi anche in ambienti professionali, ma in realtà così non è. Presentano infatti significati ben diversi. Si definisce sterilità la condizione della coppia in cui uno o entrambi i membri risultano affetti da un permanente stato fisico che rende impossibile il concepimento. Ciò si verifica in caso di azoospermia, menopausa precoce o assenza di utero congenita.
Utilizziamo invece il termine infertilità, quando a causa dell’uomo o della donna, la coppia non riesce ad ottenere una gravidanza successivamente ad un anno di rapporti non protetti. Si deduce quindi che il termine infertilità non si riferisce ad una condizione permanente, come nel caso della sterilità, ma a qualcosa di generalmente risolvibile e legato a vari fattori interferenti.
La grande maggioranza delle coppie rimangono letteralmente di stucco nel momento in cui gli si viene diagnosticata una condizione di sterilità o infertilità. In realtà, alcuni sintomi che potrebbero far predire una simile diagnosi esistono. Nell’organismo femminile qualche avvisaglia potrebbe essere data dal tipo di mestruazioni. Un ciclo doloroso potrebbe essere sintomo di patologie che colpiscono la riserva ovarica, come la endometriosi o sintomo di tumori benigni della parete dell’utero. Entrambe le possibilità riducono drasticamente le possibili gravidanze.
Mestruazioni irregolari potrebbero essere sintomi di ovaia policistica, mentre la completa mancanza di mestruazioni potrebbe essere legata a gravi alterazioni ormonali o disfunzioni tiroidee, entrambe negative verso potenziali gravidanze, come afferma il sito http://www.fecondazioniassistite.com .
Non meno importante, l’avanzare dell’età della donna, che comporta una consistente riduzione del numero degli ovuli dal punto di vista quantitativo e un forte degrado dal punto di vista qualitativo.
Per quanto riguarda l’uomo e la qualità del suo seme, possiamo individuare tra le malattie più comuni il varicocele, che colpisce staticamente un uomo su quattro. Questa malattia si riconosce dalla presenza di vene dilatate sulla sacca testicolare, simili a dei vermicelli, risolvibile chirurgicamente.
I possibili sintomi appena discussi sono solo eventuali segnali di una quasi sicuramente remota sterilità, per cui niente panico se ci riconosce in qualcuno di loro! In caso di dubbi è sempre consigliabile una visita ad un medico specializzato.

Al fine di capire in che modo le cellule staminali presentano la capacità di differenziarsi, è interessante dare un’occhiata a come funziona il ciclo cellulare.
Si definisce ciclo cellulare quella sequenza di eventi che portano alla crescita e divisione delle cellule. Nel caso di cellule eucariotiche il ciclo cellulare prevede quattro distinte fasi, come spiegato qui:
–fase mitosi
–Gap 1
–fase di sintesi
–Gap 2
Le fasi di sintesi e di gap vengono definite come interfase. Una cellula passa in stadio di interfase la maggioranza del tempo di crescita prima della divisione, processo che avviene in fase mitosi. I cromosomi nucleari si separano e in seguito, durante la fase di citochinesi, il citoplasma si divide dando forma a due cellule distinte. Per cui alla fine del ciclo cellulare sono state prodotto due cellule figlie che contengono identico materiale genetico.
La durata di un ciclo cellulare è differente a seconda del tipo di cellula. Ad esempio le cellule del sangue, della pelle, del midollo osseo e dell’intestino hanno una rapida e costante divisione, mentre cellule tipo quelle dei reni, polmoni o fegato si dividono al momento in cui è necessario sostituire cellule morte o danneggiate.
Proseguiamo con una breve panoramica sulle differenti fasi del ciclo cellulare.
Divisione cellulare: Interfase
Durante questa fase, la cellula procede raddoppiando il suo citoplasma e sintetizzando DNA. Circa il 90-95 per cento del ciclo di divisione viene speso in questa fase, composta da tre momenti:
Fase Gap 1, che rappresenta il periodo precedente alla sintesi del DNA;
Fase di Sintesi: momento in cui il DNA viene sintetizzato;
Fase Gap2, momento posteriore alla sintesi del DNA, dove la cellula segue crescendo in dimensioni e sintetizzando ulteriori proteine.
Divisione cellulare: Mitosi
All’interno di questa fase, la cellula madre si divide equamente in due cellule figlie. Il processo avviene in quattro fasi:
Profase: avvengono cambiamenti nel citoplasma e nel nucleo della cellula da dividere;
Metafase: se ne va la membrana nucleare;
Anafase: si separano le coppie di cromosomi e iniziano a muoversi ai poli della cellula;
Telofase: i cromosomi si trovano in due diversi nuovi nuclei, cos’i come il contenuto genetico della cellula viene ripartito equamente in due parti.
Una volta terminato il ciclo cellulare, la cellula ritorna in fase G1 e inizia da capo. In caso di mal funzionamento del ciclo, si rischia di incorrere nello sviluppo di cellule tumorali
Gli organismi che si riproducono sessualmente utilizzano un processo di divisione cellulare differente dalla mitosi e chiamato meiosi, dove dopo un ciclo cellulare vengono prodotte quattro cellule figlie che contengono la metà del numero di cromosomi posseduti dalla cellula madre.

Il silicio cristallino, il materiale utilizzato per la realizzazione delle celle fotovoltaiche di prima generazione, è uno degli elementi più diffusi sulla terra e scelto per le sue migliori prestazioni in termini di rapporto qualità/prezzo.
A causa del necessario trattamento in fabbrica, il materiale presenta purtroppo costi di produzione piuttosto elevati. Per essere sfruttato, infatti, il silicio deve avere un’opportuna configurazione molecolare:
• monocristallina, nel caso gli atomi siano orientati nello stesso verso e legati
uniformemente tra di loro;
• policristallina, se gli atomi sono legati in piccoli grani monocristallini orientati in
modo casuale;
• amorfa, nel caso in cui gli atomi siano orientati in modo casuale.
Si distinguono inoltre diversi tipi di silicio a seconda del grado di purezza, specifica
caratteristica che nell’elemento a stato grezzo non è presente:
• silicio metallurgico, qualità insufficiente per l’impiego del silicio cristallino;
• silicio di grado solare, qualità idonea;
• silicio di grado elettronico, chiaramente utilizzabile ma troppo costosa.
Stato dell’arte del FV di Prima Generazione
I moduli in silicio mono o poli cristallino costituiscono attualmente circa l’80% dei moduli fotovoltaici in commercio, come afferma il portale italiano del fotovoltaico.
Per entrambi i materiali la linea tecnologica, se si eccettua l’introduzione dei nuovi processi di automazione, è rimasta essenzialmente quella messa a punto con l’invenzione della cella presso i laboratori della Bell System; ma i progressi avvenuti nel corso degli anni per quanto riguarda la conoscenza chimico-fisica dei materiali e la comprensione dei processi d’interazione tra la radiazione solare e i semiconduttori, ha permesso un continuo miglioramento dell’efficienza di conversione delle celle e un aumento considerevole della loro superficie fotosensibile. L’elevato costo del materiale però, rende questa tecnologia non competitiva con quelle tradizionali.
Dato che il valore sperimentale ottenuto rappresenta circa il 94% del massimo teorico, si può dedurre che ulteriori miglioramenti potranno essere solo marginali: la tecnologia delle celle al silicio ha praticamente raggiunto il suo limite.
Nella pratica industriale i valori medi di efficienza risultano pari al 13,2% per il silicio policristallino e al 13,4% per il silicio monocristallino, valori entrambi ben inferiori all’efficienza record di laboratorio.
Per il silicio policristallino l’efficienza media commerciale dei moduli raggiunge l’85% del valore record, mentre per il silicio monocristallino l’efficienza media dei prodotti commerciali raggiunge soltanto il 66% del record. Tale risultato è alquanto sorprendente, in quanto, essendo la tecnologia di fabbricazione comune con le celle e i moduli policristallini, si poteva presumere che la maggiore omogeneità e purezza del materiale monocristallino avrebbero portato ad un’efficienza superiore, come già avviene in laboratorio.

Un classico generatore elettrico, è un bipolo che mantiene una corrente elettrica tra i suoi poli o morsetti.
Il designer americano Johnatan Globerson è l’ideatore di un generatore di corrente elettrico che utilizza energia eolica e solare.
Greenator, un nome accattivante e incisivo, una scelta ben pensata in quanto scomponendo il termine si ottengono le due parole, green e generator, generatore di energia verde ovvero pulita.
Il Greenerator presenta dimensioni ridotte ed è stato studiato per essere collocato in prevalenza in appartament e non può, come chi risiede in un’abitazione singola in affitto, scegliere liberamente se predisporre un impianto solare oppure eolico sul tetto, in giardino o dovunque venga utile chi vive in condominio infatti, si deve scontrare con tutti gli inquilini e le decisioni vanno prese per maggioranza. Cercare di convincere tutti i compagni di edificio ad utilizzare fonti di energia pulite e rinnovabili è sicuramente una buona azione verso l’ambiente e la nostra salute.
Il Greenerator, presenta un’assoluta novità : viene applicato alla ringhiera del balcone; è dotato di due gambe in metallo a forma di L da applicare all’interno del balcone, fissate a terra con le rispettive viti, mentre due morsetti lo mantengono ancorato alla ringhiera. Alla sommità viene inserito il controller contenente inverter e supercondensatore, mentre i cavi elettrici vengono attaccati alla corrente di casa. Le barre metalliche si protendono fuori dal balcone e in cima ad esse, viene posizionato il pannello solare al cui termine è posta una turbina verticale simile a una trivella o all’elicoidale di una punta da trapano. Esteticamente è di buon gusto, minimamente ingombrante, dal look moderno. Se necessario è possibile la collocazione di più di un macchianario.
Il funzionamento è semplice ed efficace; se c’è il sole il pannello solare cattura l’energia da trasformare, in sua assenza invece, la turbina viene azionata dal vento e da questa produce energia elettrica; secondo il creatore dovrebbe permettere un risparmio annuo intorno al 6%, e, cosa non indifferente, permette anche di ridurre gli impatti ambientali delle sostanze nocive, le emissioni di anidride carbonica diminuirebbero di circa 900 kg e quelle di ossido di azoto di circa 2 kg.
Greenator appare quindi un sistema ottimo sotto molti punti di vista, verso il rispetto l’ambiente e il risparmio economico. Ancora non è stata realizzata una potenza tale da permettere il funzionamento di un forno a resistenza ma si quello di un frigorifero. Ancora in fase prototipo sta solo aspettando i suoi finanziatori che speriamo arriveranno presto!

Guadagnare spazio è ormai come un imperativo dei nostri giorni. Una buona amministrazione dei complementi di arredo delle nostre case sta alla base del più funzionale utilizzo dello spazio disponibile, che a volte può sembrare insufficiente solo perché mal gestionato.
L’utilizzo delle porte scorrevoli è una soluzione adottata da moltissime persone a questo tema.
Grazie alle porte scorrevoli si evita l’ingombro dello spazio normalmente occupato dalla porta battente quando viene aperta. Questo spazio può alternativamente venire utilizzato per la collocazione di mobili, attaccapanni o quant’altro necessitiamo.
Le porte scorrevoli, soprattutto se a scomparsa, offrono una soluzione molto elegante in termini di arredamento. Vengono collocate in casa o in ambienti pubblici, come locali, negozi, ristoranti, alberghi e uffici. Le più evolute sono dotate di apertura automatica, che ci danno il benvenuto aprendosi al nostro passaggio.
Per quanto concerne l’arredamento di interni, le porte scorrevoli maggiormente utilizzate sono quelle a scomparsa, ovvero le porte che scorrono all’interno delle pareti, e una volta totalmente aperte scompaiono all’interno di esse.
Possono essere composte da una unica anta o da più sovrapposte. Queste possono scorrere una sopra l’altra, o ripiegarsi su se stesse.
I modelli vengono realizzati per soddisfare a pieno tutte le diverse esigenze dei clienti. I materiali possono essere vetro, legno, metallo, o un insieme di essi.
I binari su cui scorrono le nostre porte possono essere visibili o nascosti all’interno della parete come nel caso delle porte scorrevoli a scomparsa. Sta a noi decidere la soluzione esteticamente più adatta al nostro ambiente.
Al momento della scelta e conseguente acquisto, vengono indicati 5 fattori principali da prendere in considerazione:
1- lo spazio disponibile, che influisce sulla scelta tra porte scorrevoli scomparsa o porte a scorrimento esterno;
2- materiali e decorazioni, che influiscono sullo stile e luminosità dell’ambiente. Scegliere un aporta in vetro permetterà filtraggio di luce.
3- sistema di scorrimento: le possibilità sono numerose, informarsi bene a riguardo permette di scegliere la soluzione più adatta;
4- il design: dato che la porta costituisce un vero e proprio elemento d’arredo, è necessario optare per stile e colori che ben si abbinino al intorno in cui verranno inserite;
5- prezzo: a seconda dell’investimento che siamo pronti ad effettuare e con la sicurezza del migliore rapporto qualità- prezzo.
Le porte scorrevoli qualità garantita e certificata ci assicurano ottime prestazioni e una ciclo di vita lungo senza problemi. Gli interventi di manutenzione in caso di materiali scadenti potrebbero creare problemi in termini di costo e tempi di riparazione non indifferenti, per cui attenzione a chi decidiamo di rivolgerci per l’acquisto della nostra porta!

Le tende a pacchetto a venziana sono molto simili in termini di funzionamento alle tende a pacchetto tradizionali, ma apportano delle differenze ampiamente discusse nel sito http://www.tendeapacchetto.eu. Quale scelta sia la migliore lo possono dire solamente i nostri gusti e lo stile del nostro arredo. Nonostante dal punto di vista funzionale non cambi praticamente niente, scegliere una tenda a pacchetto veneziana rispetto a una tenda a pacchetto classica tesa o arricciata, cambierà il look della nostra abitazione in maniera non poco differente.
Le veneziane offrono una soluzione solida e uniforme per le nostre finestre. Al principio realizzate unicamente in metallo, nel corso degli ultimi anni sono entrate sempre più in circolazione tende a pacchetto veneziane in legno, convertite ormai in un classico dell’arredamento di stile moderno.
La differenza principale tra tende a pacchetto tradizionali e tende a pacchetto a veneziana sicuramente riguarda la quantità di luce a cui permettono di entrare. I materiali utilizzati per realizzare le veneziane, solitamente legno e metallo, data la loro densità e solidità lasciano filtrare ben poca luce e sono ideali ad esempio per le camere da letto, sopratutto di coloro che si svegliano facilmente all’entrata del primo raggio di sole mattutino.
Una possibilità per consentire l’entrata di una maggiore quantità di luce se necessario, è quella di effettuare dei fori o di acquistare direttamente tende già forate al momento della produzione.
Come facilmente intuibile, la parte decisiva in questa soluzione la fanno forma e dimensione dei fori. Per quanto riguarda le tende tese o arricciate, composte da tessuti molto più leggeri, quali cotone e lino, la luce filtra facilmente e in grande quantità creando un effetto completamente differente. Questa soluzione risulta quindi più idonea all’interno di stanza che vogliono essere il piú possibile illuminate, come cucine o salotti, ma che comunque vogliono mantenere una privacy. Di gran conto nei giochi di luce sarà la scelta del colore. Il bianco regalerà un effetto morbido e naturale, colori accesi come giallo e arancione enfatizzeranno l’effetto della luce solare all’interno della stanza creando un ambiente vivo ed energico, mentre optare per colori scuri contribuirà alla realizzazione di una atmosfera più “spenta” e rilassata.
Sta noi quindi decidere che tipo di ambiente vogliamo ricreare negli spazi in cui viviamo, tenendo presente le nostre necessità, il nostro stile di vita e i colori che ci fanno sentire più a gusto.
Come sempre informarci adeguatamente prima di effettuare un acquisto di ogni genere ci aiuta a prendere la decisione più adatta e conoscere tutte le alternative possibili che magari, non conoscendole, non avevamo neppure considerato!

Asciugatrice in casa! Quanti vantaggi al momento di togliere i panni dalla lavatrice. Niente più vestiti esposti allo smog e niente più attese per averli asciutti e stirati!
Di fondamentale importanza risulta sempre controllare con attenzione le etichette che accompagnano gli elettrodomestici che intendiamo acquistare. L’etichetta energetica per asciugatrici è suddivisa generalmente in sei parti:
1. nome del marchio e del modello dell’asciugatrice;
2.classe di efficienza energetica. I prodotti a minor impatto ambientale vengono contraddistinti dal simbolo europeo Ecolabel, un fiorellino che contraddistingue i prodotti e i servizi che presentano un minor impatto ambientale;
3.indicazione dei kWh consumati durante un ciclo di asciugatura, prendendo in considerazione biancheria in cotone;
4.capacità di carico di un ciclo di asciugatura. Anche qui lo standard considerato è il cotone;
5.evacuazione o condensazione del ciclo di asciugatura;
6.livello di rumorosità dell’asciugatrice, misurata in decibel;
Etichetta dei capi: oltre alle etichette energetiche delle asciugatrici, dovremo controllare attentamente le etichette dei capi che vogliamo asciugare. Ognuna di queste etichette è dotata di utili indicazioni da seguire al momento del lavaggio, dell’asciugatura o dello stiraggio per non rischiare di rovinare i tessuti.
Sull’etichette della nostra biancheria troveremo le seguenti indicazioni in termini di asciugatura:
- può essere posto in asciugatrice;
–può essere posto in asciugatrice, però esclusivamente a bassa temperatura;
–può essere posto in asciugatrice anche a temperature elevate;
–non può essere posto in asciugatrice.
Inoltre:
–non è permessa la centrifuga;
–stendere verticalemente per asciugare;
–stendere orizzontalmente per asciugare;
Stendini dry, economicamente alternativi alle asciugatrici
Se cerchiamo una alternativa economica all’acquisto di una asciugatrice, con gli stendini dry l’abbiamo trovata! Gli stendini dry consistono in appendiabiti chiusi dentro un pallone, dove verrà azionata aria calda al momento in cui stendiamo la biancheria all’interno. In questo modo i panni verranno asciugati velocemente per mezzo di un apparecchio pratico e economico, che quando non viene utilizzato può essere richiuso evitando di occupare qualsiasi spazio.
Particolarità di uno stendino dry:
- riscaldano l’ambiente circostante
- asciugano la biancheria in circa 1-2 ore
- possiedono un timer regolabile da 0 a 180 minuti
- spegnimento automatico
- temperature raggiungibili tra 60 e 75°C
- entità di portata massima di10 kg di biancheria
- praticità
- capacità di assorbire una potenza di 900W – 1200 W a ciclo
–vengono certificati dalle norme: CE , RoHS , RAEE
Alcuni modelli includono una travel bag, in modo da poter portare il nostro stendino dry in vacanza o viaggio di lavoro!

I seggiolini d’auto sono indispensabili a tutti coloro che viaggiano con bambini in macchina. I modelli sono molti, la funzione sempre la stessa: proteggere i nostri figli, garantendo un viaggio in macchina sicuro e il più comodo possibile in modo che possano sentirsi a proprio agio, senza pianti e grida che disturbano la guida.
La prima utilità dei seggiolini d’auto deve essere quella della sicurezza che garantiscono in caso di urti o frenate brusche. Ben venga che siano comodi e belli esteticamente, ma non dimentichiamoci quale sia la loro prima e principale funzione. Troppo spesso di vedono bambini lasciati liberi in macchina, rischiando di perdere la vita per una semplice mancanza di responsabilità da parte dei genitori. Per cui forza e coraggio e procediamo alla scelta del seggiolino per auto più adeguato alle nostre esigenze e ai nostri gusti, e che, ovviamente sia fonte di sicurezza.
Un seggiolino con attacchi Isofix ci assicura una marcia in più in termini di sicurezza. I ganci che vengono fissati al telaio del sedile auto offrono al seggiolino maggiore stabilità. Non tutti i sedili auto però sono adattabili a questi tipi di agganci, perciò prima di acquistare un seggiolino con attacchi Isofix controlla che la tua auto sia predisposta a loro collocamento altrimenti sarà inutilizzabile! Allo stesso modo se si possiede un auto con agganci Isofix è intelligente procedere all’acquisto di un seggiolino che permetta il loro sfruttamento e godere della loro garanzia di sicurezza. I siti del settore inoltre ci invitano a controllare la presenza a fronte degli attacchi Isofix, di una gamba di appoggio frontale, o di un sistema alternativo che impedisca al seggiolino di lanciarsi in avanti nell’eventualità di un urto frontale. In assenza di questo dispositivo, gli attacchi Isofix saranno praticamente inutile.
Oltre al grado di sicurezza sarà bene considerare al momento d’acquisto la praticità e rapidità dell’installazione, il possibile reclinaggio dello schienale e la regolazione del poggiatesta, utile soprattutto ai bambini molto piccoli che rischiano pericolosi ciondolamenti della testa se lasciata libera. Inoltre il poggiatesta potrà essere regolato in funzione della crescita del bambino.
La presenza di ganci Isofix in un seggiolino è davvero importante anche se solitamente comporta un aumento del prezzo d’acquisto. Dovremo infatti scegliere seggiolini di marche più attente alle innovazioni, tecnicamente evolute e volte a migliorare la sicurezza del bambino in auto. L’utilizzo di sistema Isofix, o di un sistema analogo, diventerà ben presto comune in tutte le automobili, come è giusto che sia, dal momento che la sicurezza dei nostri bambini viene prima di tutto!

Caldo, sicuro, ecologico e economico! Il riscaldamento elettrico a infrarossi utilizza la trasmissione di energia mediante onde elettromagnetiche, benefiche per la nostra salute.
È come prendere il sole!
I raggi infrarossi, che viaggiano a velocità della luce, a contatto con qualsiasi corpo si trasformano in calore. Come riportato su questo sito settoriale, siamo davanti ad una vera e propria novità: questo sistema riscalda solo oggetti e persone, invece che l’interno ambiente circostante, evitando dispersioni di calore, movimenti convettivi, circolo di polveri e il resto dei problemi derivanti dall’utilizzo dei tradizionali impianti di riscaldamento a radiatore.
I raggi infrarossi, che sono simili ai raggi del sole, producono un calore benefico e confortevole per il nostro corpo, che vede migliorata la circolazione del sangue e la eliminazione di scorie.
Comodi e discreti
I pannelli riportano un design moderno e innovativo, a forma di quadro o di specchio, sono perfettamente inseribili in qualsiasi ambiente, senza pregiudicarlo esteticamente e con un rilevante guadagno di spazio rispetto ai tradizionali termosifoni.
Sono facili da montare e da smontare, non richiedono manutenzione e sono disponibile in svariate misure. Possono essere installati sul soffitto o sulle pareti, decorati e personalizzati con disegni e immagini.
Consumi e inerzia ridotti
Il consumo di energia elettrica è particolarmente limitato, si parla addirittura di un 50% di risparmio rispetto alla tradizionale caldaia a gas. Viene scaldata solamente la parete anteriore, evitando le dispersioni che si verificherebbero con il riscaldamento ulteriore della parete posteriore. Il consumo aumenta all’incontrare corpi freddi, mentre diminuisce al contatto con corpi caldi, che a loro volta emettono raggi infrarossi. Inoltre può essere integrato un varialuce per ridurre il consumo energetico in momenti in cui la piena potenza non si vede necessaria.
L’inerzia termica è minima in questo tipo di riscaldamento. Al momento dell’accensione, la temperatura di comfort viene raggiunta molto velocemente dalle persone e dagli oggetti investiti dai raggi infrarossi e altrettanto velocemente le temperature scendono al momento di spegnere.
Per questo motivo i pannelli radianti a infrarossi sono consigliabili in abitazioni non sempre abitate e non troppo grandi, in quanto garantiscono un efficace riscaldamento entro i sei metri.
Riscaldamento a “180 gradi”
Il riscaldamento a raggi infrarossi è di tipo direzionale, ovvero riscalda solamente oggetti e persone che si trovano nel cono d’irraggiamento. Il calore all’interno di una stanza, quindi, potrebbe manifestarsi in forma disomogenea, a discapito del comfort termico che provverrebbe da un camino ad esempio. Per migliorare questo inconveniente, sono stati prodotti pannelli leggermente convessi, che consentono la trasmissione delle onde di calore a 180 gradi.

Non si può non ammetterlo: di fronte ad alcune nuove uscite della scienza moderna, ci si ritrova tutti a porsi la fatidica domanda. È fantascienza o realtà? Esiste davvero un nuovo modo di ottenere quei risultati, di combattere o superare quel problema, di affrontare quella difficoltà, o di lenire quei dolori o quei fastidi? Ebbene sì, e anche con la pressoterapia a tale domanda ci si deve rispondere che è realtà.

Per quanto il metodo possa sembrare quasi fantascientifico, e la forza di pressione esercitata con il gonfiamento progressivo e il simile sgonfiamento possano sembrare metodi quanto mai strani, essi permettono in effetti di raggiungere il risultato di combattere e a volte pure eliminare la cellulite. Un sogno, insomma, per molte, se non moltissime, donne in tutto il mondo, che da secoli si sono sempre interrogate su come combattere un simile fastidioso inestetismo della pelle.

Si può allora pensare che il metodo migliore per risolvere in piena autonomia il quesito che apre a questa nostra trattazione sia proprio quello di provare in prima persona questo tipo di trattamento, per verificare i suoi effetti e le sue effettive conseguenze. Una simile pratica non è certo impossibile, ma va incontro alla necessità di soppesare la utilità che ciascuna può trarre dal sottoporsi a una o più sedute di pressoterapia, oppure ancora a un intero ciclo della stessa, rispetto al prezzo che verrebbe poi a gravare sul suo portafogli.

Le opinioni delle donne sulla pressoterapia

Ecco allora che potrebbe tornare utile leggere le opinioni e le recensioni rilasciate da altre donne online. Internet è infatti piena di persone che si sono sottoposte a una o più sedute di trattamento di pressoterapia, e potrebbero dunque anche raccontare la propria esperienza, in modo da orientare le future clienti verso la scelta migliore. Oppure ci sono molte recensioni dei medici e dei centri estetici provati, che possono aiutare a trovare il giusto professionista.

In questo senso, si può osservare sulla rete che la maggior parte delle clienti che hanno provato una o più sedute di pressoterapia ne sono rimaste soddisfatte, e hanno detto di aver percepito gli effetti benefici di questo stesso trattamento. È pur vero che di tali effetti la percezione varia di donna in donna, e potrebbe essere meno forte in voi che in chi lo scrive. Una statistica generale, però, mostra un grande e vasto consenso in favore della pressoterapia.